Locazione o contratto di servizi: le differenze per un ufficio a Milano
In sintesi
- La locazione ad uso diverso dall’abitativo (L. 392/1978) dura almeno 6 anni più 6 di rinnovo, dà al conduttore tutele di legge e lascia a suo carico allestimento e gestione dello spazio.
- Il contratto di utilizzo di spazi e servizi è un contratto atipico: l’operatore concede l’ufficio e si obbliga a servizi effettivi (reception, pulizie, connettività, sale riunioni). Durata libera, corrispettivo con IVA al 22%, registrazione solo in caso d’uso se redatto come scrittura privata.
- Il regime dipende dalla sostanza del rapporto: se i servizi sono marginali e prevale il godimento dello spazio, il contratto è una locazione e si applicano le norme imperative.
- Nel nostro esempio per 20 postazioni a Milano la locazione recupera il fit-out intorno al 29° mese: a 36 mesi costa 617 € per postazione al mese contro 650 € del servizio, a 72 mesi 554 €.
- Il vantaggio si inverte quando le postazioni restano vuote: con 14 persone su 20 la locazione sale a 881 € per postazione usata. Il confronto corretto è sempre sul costo pieno per postazione occupata.
Che differenza c’è tra locazione e contratto di servizi?
Per un ufficio a Milano la locazione concede il godimento esclusivo di un immobile per almeno sei anni, dentro un quadro di legge rigido e tutelante. Il contratto di servizi vende un pacchetto di spazio più prestazioni gestionali, con durata e condizioni decise dalle parti. La locazione si adatta alle aziende con un orizzonte di almeno quattro o cinque anni e un organico stabile; il contratto di servizi a chi deve entrare in pochi giorni, prevede variazioni di organico o vuole evitare l’investimento nell’allestimento.
L’articolo è scritto per il tenant, l’azienda che cerca ufficio. Le parti su qualificazione del contratto e rischi interessano anche landlord e operatori di spazi flessibili.
Il costo di una scelta sbagliata emerge dopo. Un team di 12 persone firma un 6+6 su 250 mq, investe nell’allestimento e dopo 18 mesi, con il lavoro ibrido, usa metà delle postazioni. Paga canone su metri vuoti e ammortizza un fit-out su un contratto da cui è difficile uscire. La formula contrattuale scelta all’inizio decide quanto costa cambiare idea.
Cos’è la locazione di un ufficio ad uso diverso dall’abitativo?
La locazione ad uso diverso dall’abitativo è il contratto tipico con cui il proprietario (locatore) concede all’azienda (conduttore) il godimento esclusivo di un immobile in cambio di un canone. Per un ufficio direzionale la regolano la L. 392/1978 e il codice civile (artt. 1571 e seguenti), e la sua causa è una sola: mettere a disposizione lo spazio. Il funzionamento passo per passo è nella nostra guida al contratto di locazione di un ufficio.
I tratti che contano per un tenant:
- Durata minima 6 anni + 6 di rinnovo. Alla prima scadenza il locatore può negare il rinnovo solo per i motivi previsti dalla legge. Fanno eccezione le attività effettivamente transitorie.
- Deroghe per i grandi tagli. L’art. 79 della L. 392/1978 consente patti in deroga, provati per iscritto, per le locazioni con canone annuo superiore a 250.000 €, esclusi alcuni immobili di interesse storico. È lo spazio di trattativa dei tenant corporate.
- Recesso del conduttore per gravi motivi con 6 mesi di preavviso (art. 27); le parti possono pattuire una facoltà di recesso più ampia.
- Indennità di avviamento (artt. 34 e 35): 18 mensilità per le attività con contatto diretto con il pubblico, se il rapporto cessa per cause diverse da inadempimento, disdetta o recesso del conduttore. Sono escluse le attività professionali e quelle senza contatto diretto con il pubblico: per molti uffici direzionali e studi l’indennità non spetta.
- Canone libero, espresso per il direzionale in €/mq/anno, con leve negoziabili come fit-out, rent-free e step rent.
- Forma scritta e registrazione obbligatoria, con dati catastali e APE. Per gli uffici la categoria di riferimento è la categoria catastale A/10, uffici e studi privati.
Il regime fiscale. Gli uffici in A/10 sono immobili strumentali. Se il locatore è soggetto IVA, il canone è esente (art. 10, n. 8, D.P.R. 633/1972) salvo opzione per l’imponibilità al 22%, e l’imposta di registro dell’1% del canone annuo è dovuta in entrambi i casi (disciplina del D.P.R. 131/1986, confluita dal 2026 nel nuovo Testo unico dell’imposta di registro, D.Lgs. 123/2025), come confermato dalla Cassazione con la sentenza n. 16109/2024 sul registro nelle locazioni strumentali. Se il locatore è un privato, il canone è fuori campo IVA e il registro sale al 2%. Termini e modalità sono nella guida alla registrazione del contratto di locazione.
La locazione consegna lo spazio e poco altro: allestimento, arredi, utenze, pulizie, manutenzione ordinaria e spese condominiali sono di norma del conduttore, salvo patti diversi.
Cos’è il contratto di utilizzo di spazi e servizi?
Il contratto di utilizzo di spazi e servizi, detto anche contratto di service, è un accordo atipico con cui un operatore mette a disposizione uno spazio di lavoro e si obbliga a erogare un insieme di servizi. È la formula di business center, serviced office e coworking di rappresentanza a Milano, e spesso anche dei managed office.
La causa è mista: l’operatore deve dare lo spazio e fare i servizi. L’Agenzia delle Entrate inquadra questi rapporti come prestazioni di servizi complesse (circolare 12/E/2007, par. 8.1), distinte dalla semplice locazione perché i servizi sono ulteriori e sostanziali. Per questo i servizi vanno scritti nel contratto come obbligo dell’operatore.
I tratti che contano per un tenant:
- Durata libera. Da un mese a più anni, con rinnovi e preavvisi fissati dal contratto.
- Nessuna tutela della L. 392/1978 per un autentico contratto di servizi: niente durata minima garantita, niente indennità di avviamento, niente diritto al rinnovo.
- Corrispettivo con IVA al 22%, che comprende di norma spazio arredato, utenze, pulizie, connettività, reception e un monte ore di sale riunioni. Gli extra si pagano a listino.
- Registrazione legata alla forma. Una scrittura privata non autenticata con sole operazioni soggette a IVA si registra solo in caso d’uso, con imposta fissa di 200 €; atto pubblico e scrittura autenticata vanno registrati in termine fisso (Agenzia delle Entrate, risposta a interpello n. 318/2019 sugli spazi attrezzati).
- Uso esclusivo del proprio ufficio, uso condiviso di sale, reception e aree comuni con gli altri utenti.
- Forma libera. La Cassazione ha riconosciuto come contratto atipico di coworking, valido anche senza forma scritta, l’uso non esclusivo di una stanza e di una sala riunioni con servizi accessori. Un contratto scritto e dettagliato resta la scelta corretta.
L’azienda paga un prezzo per ufficio o postazione ed evita il fit-out iniziale. In cambio accetta regole d’uso fissate dall’operatore, personalizzazione limitata e un costo che resta prevedibile solo se extra e revisioni di prezzo sono scritti chiaramente.

Locazione e contratto di servizi a confronto
Le due formule si separano su durata, perimetro dei servizi e fiscalità. La tabella riporta i regimi di base da verificare in ogni proposta.
| Elemento | Locazione uso diverso (L. 392/1978) | Contratto di utilizzo spazi e servizi |
|---|---|---|
| Natura | Contratto tipico; causa: godimento dell’immobile | Contratto atipico; causa mista: spazio + servizi obbligatori |
| Durata | 6+6 anni; deroghe sopra 250.000 €/anno (art. 79) | Libera, da un mese a più anni |
| Uscita anticipata | Gravi motivi con 6 mesi di preavviso, o recesso pattuito | Secondo contratto, di solito preavviso di 1-6 mesi |
| Uso dello spazio | Esclusivo | Esclusivo per l’ufficio, condiviso per aree comuni |
| Servizi inclusi | Nessuno per legge | Reception, pulizie, connettività, sale, utenze (da elencare) |
| Allestimento | A carico del conduttore, salvo contributi negoziati | Spazio già arredato e operativo |
| Corrispettivo | Canone in €/mq/anno + spese e oneri accessori | Prezzo per ufficio o postazione al mese |
| IVA | Esente o 22% per opzione (locatore soggetto IVA); fuori campo (locatore privato) | 22% |
| Imposta di registro | 1% del canone annuo (locatore soggetto IVA); 2% (privato) | 200 € fissi, solo in caso d’uso se scrittura privata |
| Indennità di avviamento | 18 mensilità, solo attività con contatto diretto con il pubblico; escluse le attività professionali | Esclusa, salvo riqualificazione come locazione |
| Tempi di ingresso | Mesi, tra trattativa, contratto e lavori | Giorni o settimane |
| Sede legale | Sì | Sì, se prevista dal contratto |

Quando un contratto di servizi diventa una locazione?
A decidere il regime è la prestazione che prevale, qualunque sia il titolo dato al contratto. La Cassazione ha qualificato come locazione commerciale un “contratto di prestazione di servizi integrati” in cui il godimento dello spazio prevaleva sui servizi, applicando le norme imperative a tutela del conduttore.
I criteri che pesano nella valutazione:
- Godimento esclusivo di locali individuati, con controllo effettivo degli accessi da parte del cliente.
- Natura e rilevanza dei servizi: continuativi e organizzati, oppure marginali.
- Rapporto economico tra disponibilità dello spazio e prestazioni nel corrispettivo.
- Ruolo dell’operatore nella gestione quotidiana dell’ufficio.
- Possibilità per l’operatore di spostare il cliente in un altro spazio equivalente.
Un ufficio privato in uso esclusivo con pulizie settimanali e poco altro ha i tratti della locazione. Una sede con reception, gestione continuativa, infrastruttura condivisa e servizi erogati ogni giorno ha i tratti del contratto di servizi. Per il tenant una riqualificazione significa tutele recuperabili; per l’operatore, durata minima ed eventuale avviamento su un rapporto pensato come flessibile.
Quanto costa davvero? Un esempio su 36 e 72 mesi
In questo esempio la locazione diventa più conveniente dopo circa 29 mesi, a patto che le postazioni restino occupate. Il caso: un’azienda di 20 persone a Milano. Gli importi sono ipotesi di calcolo, IVA esclusa. Il canone di 400 €/mq/anno è in linea con il canone prime di Porta Romana rilevato da IPI per Q1 2026 (profilo del submarket nella pagina sugli uffici a Porta Romana). Il corrispettivo del servizio, 650 € per postazione al mese, è un valore ipotetico da confrontare con le offerte reali.
| Voce | Locazione, 36 mesi | Servizio, 36 mesi | Locazione, 72 mesi | Servizio, 72 mesi |
|---|---|---|---|---|
| Canone o corrispettivo | 250 mq × 400 € × 3 anni = 300.000 € | 20 × 650 € × 36 = 468.000 € | 250 mq × 400 € × 6 anni = 600.000 € | 20 × 650 € × 72 = 936.000 € |
| Spese, utenze, gestione | 1.500 €/mese = 54.000 € | Incluse | 1.500 €/mese = 108.000 € | Incluse |
| Fit-out e arredi | 90.000 € iniziali | Inclusi | 90.000 € iniziali | Inclusi |
| Totale | 444.000 € | 468.000 € | 798.000 € | 936.000 € |
| Costo per postazione al mese | 617 € | 650 € | 554 € | 650 € |
| Con 14 postazioni su 20 occupate | 881 € per postazione usata | 650 € se il contratto consente di scendere a 14; 929 € se no | 792 € per postazione usata | 650 € o 929 € |
Come si legge: la locazione costa circa 9.800 € al mese tra canone e spese, il servizio 13.000 €. I 3.200 € mensili di differenza ripagano i 90.000 € di fit-out in circa 29 mesi; da lì in poi la locazione accumula vantaggio, che a 72 mesi vale 138.000 €.

Il calcolo cambia di segno quando l’organico scende: le postazioni vuote in locazione restano pagate, mentre un contratto di servizi con clausola di riduzione segue l’organico. L’esempio esclude cauzioni, costi finanziari dell’investimento, indicizzazione, fiscalità e costi di uscita. Le leve per abbassare il fit-out sono in fit-out, rent-free e step rent.
Nel CBD i valori cambiano scala. Per gli uffici a Porta Nuova il canone prime rilevato da JLL per Q1 2026 è di circa 780 €/mq/anno, quasi il doppio di Porta Romana, e salgono anche i corrispettivi dei servizi: il calcolo va rifatto con le offerte reali della zona.

Quale formula conviene alla tua azienda?
La scelta si decide su tre domande: per quanti anni serve lo spazio, quanto è prevedibile l’organico, se l’azienda preferisce investire all’inizio o pagare tutto nel corrispettivo. Gli altri criteri di scelta (zona, metratura, grado dell’edificio) sono nella guida su come scegliere un ufficio in affitto a Milano.
| Profilo del tenant | Formula più coerente | Perché |
|---|---|---|
| Start-up o team fino a 10 persone, crescita incerta | Contratto di servizi | Ingresso in giorni, nessun fit-out, ampliamento o uscita senza vincoli lunghi |
| Società estera che apre la prima sede in Italia | Contratto di servizi | Durata calibrata sul piano, sede legale domiciliabile, nessun investimento |
| Team in crescita rapida (es. da 8 a 25 persone in 18 mesi) | Contratto di servizi, poi locazione | Si paga solo lo spazio usato finché l’organico non si stabilizza |
| Azienda strutturata, 30+ persone, orizzonte 6 anni o più | Locazione | Costo per postazione più basso dopo il pareggio, controllo dello spazio, incentivi negoziabili |
| Azienda che vuole uno spazio dedicato senza gestirlo | Managed office | Spazio esclusivo allestito e gestito da un fornitore, durata media |
| Sede di rappresentanza, studio con clienti in sede | Locazione | Esclusività dei locali, immagine coordinata, controllo su allestimento e accessi |
Il managed office sta a metà strada: spesso l’operatore è conduttore in locazione e concede lo spazio all’azienda con un contratto di servizi. Va quindi chiarito chi è intestatario della locazione e cosa succede se il rapporto a monte si interrompe.
[IMMAGINE · Famiglia 3 · schema decisionale su durata, prevedibilità dell’organico e investimento iniziale · alt: “Come scegliere tra locazione, contratto di servizi e managed office”]
Cosa verificare prima di firmare
Le domande da fare a proprietà o operatore cambiano con la formula. Chi valuta entrambe le strade usa le due liste per confrontare le proposte a parità di perimetro. Per la visita sul posto c’è la checklist per il sopralluogo.
Se è una locazione
- ☐ Categoria catastale coerente con l’uso ufficio e destinazione d’uso conforme
- ☐ APE allegato e classe energetica coerente con i costi di gestione attesi
- ☐ Superficie dichiarata lorda o netta, e quanti mq diventano postazioni utili
- ☐ Durata, facoltà di recesso pattuite, preavvisi, eventuali deroghe ex art. 79
- ☐ Rent-free, step rent e contributo della proprietà al fit-out
- ☐ Importo e contenuto di spese condominiali e oneri accessori, separati dal canone
- ☐ Regime IVA del canone e ripartizione dell’imposta di registro
- ☐ Garanzie richieste: deposito, fideiussione, garanzia della casa madre
- ☐ Stato di consegna (shell & core, da rinfrescare, pronto) e obblighi di ripristino all’uscita
- ☐ Indicizzazione del canone e facoltà di sublocare o ospitare società del gruppo
Se è un contratto di servizi
- Elenco scritto dei servizi inclusi, con quantità (ore di sala, stampe, ospiti, orari di accesso)
- Listino dei servizi a consumo: sale extra, parcheggi, postazioni aggiuntive, IT
- Durata minima, rinnovo tacito, preavviso di disdetta, penali di uscita
- Aumenti al rinnovo e indicizzazione
- Clausola per ridurre o aumentare le postazioni nella stessa sede
- Facoltà dell’operatore di spostarvi in un altro spazio
- Deposito richiesto e condizioni di restituzione
- Domiciliazione della sede legale e uso dell’indirizzo
- Responsabilità, assicurazioni e sicurezza dei dati sulla rete condivisa
- Chi è intestatario della locazione dell’immobile e cosa accade se cessa
Gli errori più comuni
Confrontare canone al mq e prezzo per postazione. Sono unità diverse: il canone di locazione esclude spese, utenze, pulizie e fit-out, il prezzo del servizio li include quasi sempre. Il confronto si fa sul costo pieno per postazione occupata, come nell’esempio sopra.
Chiamare servizio quello che è solo arredo. Un ufficio arredato con prestazioni marginali è una locazione e va contrattualizzato come tale, con forma scritta e registrazione.
Dimensionare la locazione sull’organico futuro. Un 6+6 per 25 persone firmato quando se ne hanno 8 fa pagare per mesi postazioni vuote; senza recesso pattuito il costo resta anche se la crescita tarda.
Trascurare l’uscita nel servizio. Rinnovi taciti con preavvisi di tre o sei mesi e aumenti al rinnovo sono clausole frequenti: si negoziano prima della firma.
Ignorare la detraibilità dell’IVA. Per un’azienda con IVA pienamente detraibile il 22% sul servizio è neutro; per studi, enti o società con detrazione limitata diventa un costo pieno che cambia il confronto.
FAQ
Un contratto di locazione per ufficio dura sempre sei anni?
La durata minima ordinaria è 6 anni più 6 di rinnovo. Fanno eccezione le attività effettivamente transitorie e, per canoni annui sopra 250.000 €, i patti in deroga previsti dall’art. 79 della L. 392/1978.
Si può lasciare un ufficio in 6+6 prima della scadenza?
Sì, con la facoltà di recesso pattuita nel contratto oppure per gravi motivi, con 6 mesi di preavviso.
Un contratto di servizi può durare sei anni?
Sì. La durata è libera e una durata lunga resta compatibile con il contratto di servizi, purché i servizi restino un obbligo effettivo e rilevante dell’operatore.
Il contratto di servizi va registrato?
Se è una scrittura privata non autenticata con sole operazioni soggette a IVA, si registra solo in caso d’uso, con imposta fissa di 200 €. Atto pubblico e scrittura autenticata vanno registrati in termine fisso.
Si può fissare la sede legale in un ufficio con contratto di servizi?
Sì, se il contratto lo prevede. Molti operatori la offrono come servizio dedicato, come il nostro servizio di sede legale e domiciliazione.
Gli uffici con servizi inclusi costano di più?
Per postazione al mese di solito sì, perché includono arredi, utenze e servizi. Sul costo pieno la locazione recupera il fit-out in genere dopo due o tre anni, purché le postazioni restino occupate.
Nel contratto di servizi si ha diritto all’indennità di avviamento?
No. L’indennità di 18 mensilità è una tutela della locazione, riservata alle attività con contatto diretto con il pubblico; torna in discussione solo se il rapporto viene riqualificato come locazione.
Cosa succede se un contratto di servizi è in realtà una locazione?
Il giudice valuta se prevale il godimento dello spazio o la prestazione di servizi. Se prevale lo spazio, si applicano le norme imperative della L. 392/1978, compresa la durata minima.
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Fonti e approfondimenti
- Legge 27 luglio 1978, n. 392, testo vigente su Normattiva (artt. 27, 34, 35 e 79)
- D.Lgs. 123/2025, nuovo Testo unico dell’imposta di registro (Gazzetta Ufficiale), applicabile dal 1° gennaio 2026 in sostituzione del D.P.R. 131/1986
- IVA e imposta di registro sulle locazioni di immobili strumentali (We Wealth), con il regime dell’art. 10, n. 8, D.P.R. 633/1972
- Cassazione n. 16109/2024: registro proporzionale anche sulle locazioni strumentali soggette a IVA (Studio Pizzano)
- Circolare 12/E/2007: quando spazi con servizi aggiuntivi non sono una locazione (Euroconference News)
- Risposta a interpello n. 318/2019 sulla registrazione dei contratti di spazi attrezzati (Euroconference News)
- Cassazione: contratto di servizi integrati riqualificato come locazione commerciale (LexCED)
- Cassazione: quando il contratto di coworking non è una locazione (LexCED)
- Contratto di utilizzo di spazi attrezzati e servizi: regole e fiscalità (Fiscomania)
- Usi della Camera di Commercio di Milano sui contratti di business center
- JLL, mercato uffici Milano e Roma, Q1 2026
- IPI, canoni prime uffici Milano per submarket, Q1 2026


