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Memphis Milano e l’architettura degli uffici: da Olivetti al fit-out di oggi

Posted by PietroSD on Ottobre 14, 2026
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In sintesi

  • Memphis è il collettivo di design fondato a Milano nel 1980 da Ettore Sottsass e Barbara Radice. Il collettivo ha inaugurato la prima collezione il 18 settembre 1981 nello showroom Arc ’74 e si è sciolto nel 1988.
  • Memphis arriva all’ufficio attraverso Olivetti. Ettore Sottsass ha progettato nel 1972 Synthesis 45, un sistema di arredo per ufficio con oltre cento componenti, e nel 1982 il sistema Icarus per Olivetti Synthesis insieme a Michele De Lucchi.
  • Il laminato plastico, materiale standard di scrivanie e banconi, con Memphis diventa superficie espressiva. Sottsass ha disegnato il decoro Bacterio per Abet Laminati nel 1978, e Abet lo produce ancora oggi.
  • A Milano la traccia di Memphis più visibile in un contesto corporate è l’UniCredit Pavilion di Michele De Lucchi a Porta Nuova, completato nel 2015 e certificato LEED Gold.
  • In Italia l’applicazione più documentata del linguaggio Memphis a un interno commerciale è la rete di negozi Fiorucci progettata da Sottsass Associati, con oltre 50 punti vendita aperti tra il 1981 e il 1984.
  • A Milano la domanda di uffici si concentra sul grado A, con circa il 60% dell’assorbimento nel primo semestre 2026. Per chi cerca, conviene verificare la qualità degli spazi comuni e la libertà di personalizzare lo spazio insieme a contratto e impianti.
  • Nel fit-out di un ufficio, l’eredità di Memphis funziona negli spazi sociali, richiede di considerare la durata della locazione e i costi di ripristino, e resta distinta dal Corporate Memphis della grafica tech.

Cosa ha cambiato Memphis nell’architettura degli uffici?

Memphis Milano, il collettivo guidato da Ettore Sottsass che presentò la prima collezione nel settembre 1981 [2], ha influenzato l’architettura degli uffici lungo due strade. La prima è il lavoro dei suoi designer per Olivetti. La seconda è un modo di trattare materiali, colore e arredo che ritorna oggi nei fit-out degli spazi di lavoro.

Dall’esperienza di Memphis Milano derivano tre idee applicabili all’ufficio: materiali industriali usati come superfici espressive, colore usato per l’orientamento e l’identità, arredo usato per organizzare lo spazio. Questo articolo si rivolge a tenant, office manager e progettisti che pianificano il fit-out di un ufficio a Milano, e anche ai landlord che vogliono capire quanto pesa il design nel posizionamento di un immobile.

Cosa significa la libertà creativa di Memphis per un ufficio contemporaneo?

Gli interni degli uffici corporate si basano spesso su layout standard, finiture neutre, arredi modulari e identità visive coerenti. Sono scelte con ragioni concrete: contengono i costi, semplificano manutenzione e space planning, assorbono le variazioni di organico. Il limite di questo approccio è un ufficio intercambiabile con molti altri.

L’approccio di Memphis suggerisce di lasciare spazio a scelte riconoscibili in un ufficio: un bancone reception che diventa un riferimento visivo, una sala riunioni con una propria identità materica, un’area collaborativa con arredi inattesi.

Per le aziende in cui design e marca fanno parte del prodotto, come moda, comunicazione o tecnologia, un approccio ispirato a Memphis può estendersi a buona parte dell’ufficio. Un esempio milanese di casa di moda che ha costruito i propri spazi di lavoro sulla propria identità è l’evoluzione degli uffici di Armani a Milano.

In un ufficio corporate tradizionale, un approccio ispirato a Memphis funziona con interventi mirati: pochi elementi distintivi negli spazi sociali e superfici neutre nelle aree operative. In entrambi i casi il metro di giudizio resta lo stesso: prestazioni tecniche, comfort ed efficienza della pianta, i criteri descritti in come scegliere un ufficio in affitto a Milano.

Che cos’era Memphis Milano?

Memphis Milano era un collettivo di design nato a Milano nel 1980 intorno a Ettore Sottsass e Barbara Radice. I fondatori lo avevano concepito fin dall’inizio come temporaneo, e il collettivo si sciolse nel 1988 [1].

La riunione fondativa di Memphis si tenne nell’appartamento milanese di Ettore Sottsass nel dicembre 1980. Erano presenti Martine Bedin, Aldo Cibic, Michele De Lucchi, Matteo Thun e Marco Zanini, insieme alla scrittrice Barbara Radice. George Sowden e Nathalie Du Pasquier si unirono entro il febbraio 1981, quando il gruppo aveva già completato oltre cento disegni di mobili, lampade e ceramiche [2].

Il nome Memphis viene da un disco di Bob Dylan. “Stuck Inside of Mobile with the Memphis Blues Again” continuava a ripetersi sul giradischi di Sottsass durante la riunione, e il progetto, inizialmente chiamato The New Design, prese il nome da quella canzone [10].

Memphis inaugurò la prima collezione il 18 settembre 1981 nello showroom Arc ’74 di Milano, e alla serata di apertura parteciparono circa 2.500 persone [2]. L’invito di Memphis conservato nell’archivio di Triennale Milano porta la data del 19 settembre 1981 [1].

Memphis Milano crebbe oltre il nucleo fondatore. Tra i designer coinvolti c’erano Michael Graves, Shiro Kuramata e Peter Shire, e il letto-ring da boxe Tawaraya di Masanori Umeda è del 1981 [11]. Andrea Branzi fu tra i giovani collaboratori che continuarono poi a lavorare con Sottsass [10].

Ettore Sottsass aveva 64 anni all’inaugurazione della prima collezione Memphis, mentre la maggior parte dei suoi collaboratori aveva circa vent’anni [2]. Nel 1985 Sottsass annunciò l’uscita da Memphis e si concentrò su Sottsass Associati, lo studio di architettura fondato nel 1980 con Aldo Cibic, Matteo Thun e Marco Zanini [10].

Perché il laminato plastico è il legame più diretto tra Memphis e l’ufficio?

Il laminato plastico è il materiale di scrivanie, banconi e arredi tecnici, e Memphis lo trasformò in superficie espressiva. Ettore Sottsass iniziò a sperimentare il laminato con i Superbox nel 1966 e progettò stand fieristici per Abet Laminati nel 1970. I laminati Abet diventarono poi la tavolozza principale per i rivestimenti degli arredi e i tessuti Memphis [5].

Bacterio e la prima collezione

Ettore Sottsass disegnò nel 1978 Bacterio, il decoro in laminato più noto di Memphis. Bacterio deriva da materiali di uso quotidiano come il terrazzo, la rete metallica e la spugna [5], ed è ancora nel catalogo di Abet Laminati [6].

I visitatori della prima mostra Memphis nel 1981 trovarono mobili rivestiti di laminati plastici vistosi, con motivi geometrici e leopardati di gusto kitsch, del tipo associato agli anni Cinquanta [2].

Carlton: un divisorio come riferimento per l’open space

Carlton (1981) è il pezzo della prima collezione Memphis più vicino ai temi dell’ufficio. Il divisorio di Ettore Sottsass unisce separazione dello spazio, libreria e cassettiera in un unico elemento di circa 195 × 190 × 40 cm. Il Metropolitan Museum descrive Carlton come un oggetto totemico, realizzato in MDF e laminato plastico economico, rifinito a mano e destinato alla fascia alta del mercato. Dietro l’aspetto casuale, le mensole inclinate seguono un sistema strutturale di triangoli equilateri e sostengono libri che su ripiani verticali cadrebbero [12].

Il Carlton di Sottsass resta un oggetto sperimentale, lontano dai sistemi industriali di partizione. Come riferimento progettuale per l’ufficio è ancora utile: librerie, contenitori e divisori freestanding possono definire zone e creare punti di orientamento in un open space senza pareti fisse, a patto di verificare stabilità, ingombro e percorsi.

Il laminato nel fit-out di oggi

Per chi progetta un ufficio oggi, l’eredità del laminato Memphis è pratica. Piani di lavoro, pareti contenitore e banconi reception in laminato ad alta pressione (HPL) possono portare un’identità grafica restando resistenti e facili da pulire. Abet Laminati offre anche Re-Abet, un laminato con anima in carta kraft riciclata post-consumo al 100%, utile per i fit-out con obiettivi ESG [13].

Cronologia Memphis Milano e design degli uffici dal 1972 al 2015, da Olivetti Synthesis 45 all'UniCredit Pavilion.

Come sono arrivati i designer di Memphis a progettare uffici?

Le figure principali di Memphis lavoravano già per l’industria dell’ufficio prima del 1981, e questo spiega perché il linguaggio Memphis sia entrato negli spazi di lavoro più rapidamente che nelle case. Il canale principale fu Olivetti, l’azienda che produceva sia macchine sia arredi per ufficio. L’articolo Olivetti a Milano: quando l’ufficio diventò parte dell’azienda ripercorre la storia delle sedi milanesi di Olivetti.

Synthesis 45 e Icarus: i sistemi per Olivetti

Ettore Sottsass iniziò a progettare attrezzature per ufficio per Olivetti nel 1959. Nel 1972 creò Synthesis 45, un sistema integrato di arredo per ufficio con oltre cento componenti, tra scrivanie, armadi, sedute e pannelli divisori. Synthesis 45 usava unità di base neutre con accenti di colore, come il telaio giallo della sedia dattilo e i pannelli laterali rossi e blu delle postazioni [3]. Quasi dieci anni prima della mostra all’Arc ’74, Sottsass trattava già l’ufficio come un ambiente da progettare come sistema, con il colore come strumento.

Nel 1982 Michele De Lucchi ed Ettore Sottsass progettarono il sistema per ufficio Icarus per Olivetti Synthesis, la divisione arredo di Olivetti [4]. De Lucchi lavorava come consulente di design per Olivetti dal 1979 e ne guidò il design fino al 2002. Ha inoltre disegnato arredi per aziende come Unifor e Alias [14].

Da No-Stop City a Citizen Office

Il legame teorico tra Memphis e l’ufficio passa da Andrea Branzi. Branzi fu tra i fondatori di Archizoom, il cui progetto No-Stop City (1969) prendeva la fabbrica e il supermercato come modelli di una città illimitata, resa uniforme da un sistema di microclimatizzazione [15]. Letta oggi, No-Stop City è una caricatura lucida del grande open space terziario con pavimento sopraelevato e controsoffitto tecnico, descritto in cos’è un ufficio direzionale.

Nel 1991 Michele De Lucchi, Ettore Sottsass e Andrea Branzi avviarono Citizen Office, un progetto di ricerca per Vitra sul futuro del luogo di lavoro. Vitra applicò le teorie di Citizen Office nella propria sede di Weil am Rhein [4]. Il percorso dagli oggetti Memphis a Citizen Office mostra una linea coerente: dalla provocazione a una riflessione su come le persone abitano il luogo di lavoro.

Dove si vedono oggi le tracce di Memphis negli spazi di lavoro di Milano?

La traccia di Memphis più visibile in uno spazio di lavoro milanese è l’UniCredit Pavilion in piazza Gae Aulenti, progettato da Michele De Lucchi e presentato il 20 luglio 2015 accanto alla sede di UniCredit [16].

UniCredit Pavilion a Porta Nuova, Milano, progettato da Michele De Lucchi, con struttura curva in legno e vetro al tramonto.

L’UniCredit Pavilion si trova a Porta Nuova, che insieme a Duomo forma il Central Business District (CBD) di Milano, il submarket con i canoni per uffici più alti della città.

L’edificio e la certificazione

L’UniCredit Pavilion è un edificio polifunzionale su tre livelli, con al piano terra un auditorium fino a 700 persone [16]. Il Pavilion ospita anche un asilo nido aperto ai figli dei dipendenti e ai residenti del quartiere [7]. L’edificio è una struttura in vetro avvolta da un involucro in legno lamellare, con coperture in zinco-titanio, per un totale di 3.550 mq [17]. Il Pavilion ha ottenuto la certificazione LEED Gold secondo il protocollo LEED 2009 for New Construction [7].

L’UniCredit Pavilion si trova nel distretto direzionale più osservato di Milano. Per il mercato uffici della zona si possono leggere uffici a Porta Nuova: canoni, vacancy ed edifici e l’ufficio moderno da Palazzo Montecatini alla Torre UniCredit e MIND. L’articolo certificazioni degli uffici a Milano: LEED, BREEAM, WELL spiega cosa significa una certificazione LEED Gold per i tenant.

Il filo che porta a Memphis

Il linguaggio dell’UniCredit Pavilion è lontano dai colori e dai laminati della collezione Memphis del 1981. Il legame con Memphis passa dalla continuità del lavoro di Michele De Lucchi: un oggetto architettonico dalla forma riconoscibile, che lo stesso De Lucchi ha descritto come un seme [16], al servizio di una sede corporate e di un programma d’uso articolato, in una tradizione milanese di sedi aziendali raccontata anche dalla storia degli uffici Pirelli. De Lucchi ha progettato o rinnovato spazi di lavoro per Deutsche Bank, Poste Italiane, Telecom Italia, Intesa Sanpaolo e UniCredit [18].

L’archivio grafico di Memphis si può vedere a Milano al Museo del Design Italiano di Triennale Milano, nel Parco Sempione a pochi passi da Cadorna, che espone manifesti e inviti donati dallo Studio Ettore Sottsass [1].

Esistono uffici in stile Memphis a Milano?

Le fonti disponibili non documentano interni per uffici realizzati a Milano dai designer di Memphis nel linguaggio del collettivo. Il contributo di Memphis all’ufficio passa soprattutto dai sistemi di arredo per Olivetti e, più tardi, dal lavoro di Michele De Lucchi per sedi e filiali corporate.

L’applicazione più vicina allo spazio di lavoro è il negozio. All’inizio degli anni Ottanta Elio Fiorucci affidò alla neonata Sottsass Associati l’immagine dei suoi punti vendita nel mondo, e tra il 1981 e il 1984 aprirono oltre 50 negozi, tra cui quello di Cagliari del 1982 [8].

I negozi Fiorucci e gli showroom Esprit

Nei negozi Fiorucci gli espositori erano in gran parte rivestiti di laminato Bacterio in bianco e nero, con superfici arrotondate e in alcuni casi colori pastello come rosa, giallo e verde [8]. Ettore Sottsass disegnò gli arredi standard dei punti vendita nel febbraio 1980 con Anita Bianchetti e Michele De Lucchi [8].

Sottsass Associati applicò un approccio simile agli spazi di Esprit in Germania. A Düsseldorf lo studio progettò uno showroom di 2.400 mq con bar e ristorante, il più grande della catena europea di Esprit, mentre Aldo Cibic seguì soprattutto il negozio di Colonia tra il 1984 e il 1988 [8].

Cosa insegnano questi progetti a chi allestisce un ufficio

I negozi Fiorucci ottenevano la loro riconoscibilità con uno “standard ambientale” fatto di scelte coordinate su materiali, colori e illuminazione, ripetibile in città molto diverse [8]. Per un’azienda con più sedi, o per un operatore di spazi flessibili, lo stesso principio si traduce in un kit di elementi riconoscibili da replicare in ogni ufficio.

Gli arredi di Sottsass Associati per Esprit erano “isole” funzionali, formalmente autonome, collocate liberamente nello spazio [8]. In un ufficio direzionale con pavimento sopraelevato e controsoffitto ispezionabile, isole freestanding di questo tipo organizzano l’open space e si spostano quando cambia il layout, senza opere murarie.

Cosa resta di Memphis negli uffici contemporanei?

Negli uffici di oggi l’estetica Memphis ritorna soprattutto negli spazi sociali: reception, aree break, sale riunioni e punti caffè. Dagli anni Dieci l’estetica Memphis ha vissuto un revival in diverse discipline creative, dalle collezioni di moda alle mostre della Milano Design Week [19]. A Milano la stessa attenzione agli spazi condivisi di rappresentanza si ritrova negli spazi flessibili in edifici certificati.

Esempi di revival Memphis negli uffici

Diversi progetti di workplace citano apertamente il revival Memphis. A Londra, Modus Workspace ha allestito gli uffici di Travelfusion al 70 di St Mary Axe con piastrelle in ceramica decorate, grafiche murali angolari, tessuti stampati e pavimenti effetto terrazzo, tutti ricondotti al revival Memphis [20]. Ad Amburgo, lo Studio Besau-Marguerre ha progettato gli spazi di lavoro del Museum für Kunst und Gewerbe, trasformando pannelli in stile Memphis conservati dopo una mostra in tavoli riunione, bilanciati con toni neutri per evitare un ambiente caotico [21].

Dai codici Memphis alle scelte di fit-out

La tabella traduce i codici Memphis in scelte di fit-out per l’ufficio, cioè le opere che preparano lo spazio per il tenant. Conviene verificare le indicazioni della tabella caso per caso con il progettista e con la proprietà.

Codice MemphisCome si traduce in ufficioDove funzionaCosa verificare
Laminato decorativoPiani di lavoro, banconi, ante di contenitori a muroReception, cucina, sale riunioniResistenza all’usura, contenuto riciclato, reazione al fuoco
Colore pieno a contrastoAccenti su pareti, sedute, elementi di orientamentoAree sociali, percorsiEquilibrio con superfici neutre nelle zone di concentrazione
Terrazzo e pattern graficiPavimenti e finiture delle aree comuniIngressi, aree breakCompatibilità con pavimento sopraelevato e ispezionabilità
Forme geometriche e oggetti scultoreiArredi speciali, illuminazione, phone boothSpazi di rappresentanzaIngombro reale in pianta, rapporto mq/postazione
Ironia e riconoscibilitàIdentità di marca nello spazioUffici di aziende creative e techDurata del gusto rispetto alla locazione (6+6: sei anni più sei di rinnovo)

Che cos’è il Corporate Memphis e che rapporto ha con l’ufficio?

Il Corporate Memphis è uno stile di illustrazione digitale, distinto da architettura e arredo. Il Corporate Memphis nasce da Alegria, il sistema di illustrazione che lo studio Buck ha progettato per Facebook a partire dal 2017: forme geometriche piatte, arti sovradimensionati e colori della pelle non realistici, pensati per risultare universali su mobile, desktop e stampa [22].

Molte aziende tech hanno imitato lo stile Corporate Memphis. Creative Bloq ha scritto che è caduto in disgrazia perché ripetitivo e privo di idee [23]. Su Architizer, Pat Finn sostiene che il Corporate Memphis non abbia nulla a che fare con il lavoro audace del collettivo degli anni Ottanta, che cercava di superare la contrapposizione tra modernismo e tradizionalismo nel design [24].

Memphis MilanoCorporate Memphis
OrigineMilano, 1980-1981Sistema Alegria di Buck per Facebook, dal 2017
AmbitoArredo, illuminazione, tessuti, ceramiche, interniIllustrazione digitale e comunicazione di marca
MezzoLaminato plastico, terrazzo, vetro, metalloGrafica vettoriale
ObiettivoSperimentare e sfidare il gusto dominanteUn linguaggio coerente che scala e si ripete
Peso in ufficioArredi e superfici che restano per tutta la locazioneGrafica e segnaletica sostituibili

Per chi allestisce un ufficio, la distinzione tra Memphis Milano e Corporate Memphis ha una conseguenza pratica. L’illustrazione di marca si sostituisce con una nuova grafica, mentre materiali, colori e arredi restano nello spazio per tutta la durata della locazione.

Cosa significa per chi cerca un ufficio a Milano oggi?

Il mercato uffici di Milano resta selettivo sulla qualità. Secondo JLL, nel secondo trimestre 2026 la vacancy media si attesta al 9,6% e quella degli immobili di grado A al 3,6%. Nel primo semestre circa il 60% dell’assorbimento ha riguardato immobili di grado A, e il canone prime a Milano ha raggiunto 830 €/mq/anno [9]. I canoni per submarket sono raccolti nelle analisi di Porta Nuova e CityLife.

In un mercato con poco prodotto di grado A, i tenant confrontano gli edifici anche sulla qualità degli spazi comuni e su quanto possono personalizzare la propria superficie. La tipologia di spazio decide il margine di intervento. Uno spazio da allestire, consegnato shell & core o da rinnovare, lascia la massima libertà progettuale e richiede un investimento di fit-out. Un ufficio pronto all’uso o uno spazio flex limita l’identità ad arredi, grafica e tessili. Con un managed office, invece, progetto e allestimento passano a un unico fornitore, che può lavorare su un brief di identità.

Cosa chiedere alla proprietà prima di investire nel design

Un fit-out con materiali e colori riconoscibili è un investimento da negoziare prima della firma. Conviene chiarire chi sostiene il costo delle opere e se la proprietà offre un contributo (landlord contribution), se è previsto un periodo di rent-free per ammortizzare i lavori, quali interventi richiedono l’autorizzazione del locatore e quali opere ripristinare alla riconsegna. La durata minima di sei anni del contratto 6+6, descritta nella guida al contratto di locazione di un ufficio, offre l’orizzonte su cui ammortizzare l’allestimento. Per gli interventi più estesi conviene verificare anche la destinazione d’uso e la categoria catastale A/10 dell’unità.

Le aziende che non vogliono gestire progetto e cantiere possono valutare spazi pronti all’uso o managed, dove l’identità si costruisce con elementi rimovibili e il ripristino a fine contratto pesa meno.

Come si porta l’eredità di Memphis in un ufficio senza sbagliare?

Per un tenant che pianifica il fit-out di un ufficio a Milano, colore e materiali decorativi sono decisioni di costo e durata oltre che di immagine. Prima di approvare un progetto ispirato a Memphis, conviene usare questa checklist:

  • Concentrare colore e pattern negli spazi sociali; mantenere neutre le zone di lavoro concentrato.
  • Scegliere laminati ad alta pressione per le superfici più usate e chiedere la scheda tecnica (resistenza, reazione al fuoco, contenuto riciclato).
  • Verificare che pavimenti e finiture decorative non compromettano l’accesso al pavimento sopraelevato e al controsoffitto ispezionabile.
  • Verificare l’ingombro reale in pianta degli arredi scultorei e il suo effetto sul rapporto mq/postazione.
  • Concordare con la proprietà quali opere ripristinare a fine locazione: pareti dipinte e finiture incidono sui costi di uscita.
  • Preferire elementi sostituibili (arredi, pannelli, tessuti) per rinnovare l’identità senza rifare il fit-out.
  • Se l’azienda ha obiettivi ESG, documentare i materiali scelti e le certificazioni di prodotto, insieme alle certificazioni dell’edificio.

Prima del sopralluogo e della firma, si possono usare la checklist per la visita di un ufficio a Milano e la guida alla registrazione del contratto di locazione, che spiega tempi e costi della registrazione.

Schema di ufficio che mostra dove usare colore e pattern: spazi sociali riconoscibili e zone di concentrazione neutre.

Un design ispirato a Memphis può aumentare il valore di un ufficio?

Per landlord e asset manager, un ingresso riconoscibile, una tenant lounge o spazi condivisi ben progettati aiutano a comunicare l’identità e la qualità di un immobile uso ufficio. Qualsiasi effetto di un design ispirato a Memphis su canone, vacancy o valore d’investimento richiede evidenze di mercato specifiche per l’edificio.

Le decisioni dei tenant a Milano restano guidate da posizione, trasporti, grado edilizio (la classificazione di mercato A, B o C), efficienza della pianta, impianti, classe energetica e costi di gestione. Chi cerca un ufficio nel CBD lo confronta con gli edifici concorrenti prima di tutto su questi parametri e sulle condizioni commerciali. Approfondimenti utili: grado edilizio degli uffici: cosa distingue un immobile A, B o C, brown discount: quanto può costare un immobile inefficiente e le migliori zone di Milano per aprire una sede.

Per i proprietari di uffici, l’intervento ispirato a Memphis più utile resta adattabile a tenant diversi e si concentra in lobby, lounge e aree condivise. Per i tenant, l’obiettivo è un ufficio che esprima l’azienda mantenendo la flessibilità necessaria per tutta la durata della locazione.

FAQ

Quando nasce Memphis Milano?

Ettore Sottsass e Barbara Radice hanno fondato Memphis Milano a Milano nel dicembre 1980 [1][2]. Il collettivo ha inaugurato la prima collezione il 18 settembre 1981 nello showroom Arc ’74 [2] e si è sciolto nel 1988 [1].

Chi ha fondato Memphis?

Ettore Sottsass ha fondato Memphis con la scrittrice Barbara Radice. Alla riunione fondativa del dicembre 1980 parteciparono Martine Bedin, Aldo Cibic, Michele De Lucchi, Matteo Thun e Marco Zanini, mentre George Sowden e Nathalie Du Pasquier si unirono entro il febbraio 1981 [2].

Che legame c’è tra Memphis e Olivetti?

Ettore Sottsass e Michele De Lucchi hanno lavorato entrambi per Olivetti. Sottsass ha progettato il sistema di arredo per ufficio Synthesis 45 nel 1972 [3], e nel 1982, con De Lucchi, il sistema Icarus per Olivetti Synthesis [4]. De Lucchi ha guidato il design di Olivetti fino al 2002 [14].

Che cos’è il laminato Bacterio?

Bacterio è un decoro per laminato plastico disegnato da Ettore Sottsass per Abet Laminati nel 1978, derivato da materiali quotidiani come il terrazzo e la spugna [5]. Abet Laminati produce ancora Bacterio, usato per piani di lavoro, arredi e banconi [6].

Dove si vede a Milano un edificio per il lavoro firmato da un designer di Memphis?

Michele De Lucchi ha progettato l’UniCredit Pavilion in piazza Gae Aulenti, a Porta Nuova, presentato nel luglio 2015 [16] e certificato LEED Gold [7].

Si può allestire un ufficio in affitto in stile Memphis?

Un ufficio in affitto può accogliere un allestimento ispirato a Memphis se il contratto e la proprietà autorizzano le opere. Prima della firma conviene concordare con la proprietà, come indicato nella guida al contratto di locazione di un ufficio, chi paga il fit-out e quali opere ripristinare alla riconsegna, e preferire elementi rimovibili come arredi, pannelli e tessili.

Lo stile Memphis è adatto a un ufficio corporate?

Lo stile Memphis funziona negli spazi sociali e di rappresentanza di un ufficio corporate, se bilanciato con superfici neutre nelle aree operative. Chi sceglie finiture ispirate a Memphis deve considerare la durata della locazione e i costi di ripristino a fine contratto.

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Fonti

  1. Triennale Milano, A graphic story about the Italian design collective Memphis.
  2. Cooper Hewitt, Smithsonian Design Museum, Memphis (biografia).
  3. The Metropolitan Museum of Art, Side Chair “Synthesis 45” Office Furniture System.
  4. OnOffice, Michele De Lucchi on his new office concept for Milan.
  5. The Metropolitan Museum of Art, Bacterio.
  6. Abet Laminati, Bacterio di Ettore Sottsass.
  7. Ingenio, La progettazione dell’edificio UniCredit Pavilion in Milano.
  8. Ines Tolic, Fiorucci, Esprit e l’immagine degli anni Ottanta nei progetti della Sottsass Associati, ZoneModa Journal, vol. 9, n. 1 (2019).
  9. idealista/news, Uffici a Milano e Roma, 193.000 mq assorbiti nel primo semestre 2026 (dati JLL).
  10. Design Museum, Memphis.
  11. designboom, Memphis: 40 Years of Kitsch and Elegance al Vitra Design Museum.
  12. The Metropolitan Museum of Art, “Carlton” Room Divider.
  13. Abet Laminati, Print HPL (con Re-Abet).
  14. Floornature, Michele De Lucchi.
  15. MoMA, Andrea Branzi, Residential Park, No-Stop City project.
  16. UniCredit, UniCredit Pavilion opens in Milan (comunicato stampa, 20 luglio 2015).
  17. Il Giorno, Il Pavilion, curioso e virtuoso box di cultura.
  18. De Padova, Michele De Lucchi.
  19. Pamono, Memphis.
  20. Office Snapshots, Travelfusion Offices, London.
  21. Domus, Memphis revival per l’ufficio del Museum für Kunst und Gewerbe di Amburgo.
  22. Buck, Facebook Alegria.
  23. Creative Bloq, Why I’m glad the Corporate Memphis art style is dead.
  24. Architizer, Pat Finn, Wild and Free: Why the Revolutionary Design Collective Memphis Milano Still Matters.

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