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Lo studio BBPR a Milano: quando l’ufficio dell’architetto diventa laboratorio culturale

Posted by PietroSD on Settembre 20, 2026
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A Milano, lo studio di un architetto non è sempre stato soltanto il luogo in cui sviluppare progetti. Per BBPR, lavorare significava anche discutere, fare ricerca, insegnare, pubblicare e partecipare alla vita culturale della città.

Fondato a Milano nel 1932 da Gian Luigi Banfi, Lodovico Barbiano di Belgiojoso, Enrico Peressutti ed Ernesto Nathan Rogers, BBPR è diventato uno degli esempi più significativi di pratica architettonica collettiva in Italia. Il loro studio nei Chiostri di San Simpliciano, a Brera, fu insieme luogo di lavoro e punto d’incontro tra architettura, cultura urbana e dibattito intellettuale.

In sintesi

  • BBPR nacque a Milano nel 1932 dall’iniziativa di quattro architetti: Banfi, Belgiojoso, Peressutti e Rogers.
  • Il lavoro collettivo fu centrale nell’identità dello studio.
  • Nel 1939 BBPR restaurò parte dei Chiostri di San Simpliciano, dove successivamente trovò spazio anche lo studio.
  • Tra gli anni Quaranta e Sessanta, lo studio divenne un importante centro di confronto architettonico e culturale.
  • Il gruppo progettò alcuni degli edifici più riconoscibili di Milano, tra cui la Torre Velasca e gli uffici della Chase Manhattan Bank.

Chi erano i BBPR e perché il loro studio era diverso?

Lo studio BBPR nacque a Milano nel 1932, in un clima architettonico e culturale che Giorgio Ciucci avrebbe poi descritto come caratterizzato da una “oscillazione tra posizioni differenti e contrastanti”. Il nome BBPR deriva dalle iniziali dei cognomi dei quattro soci fondatori: Gian Luigi Banfi (1910–1945), Lodovico Barbiano di Belgiojoso (1909–2004), Enrico Peressutti (1908–1976) ed Ernesto Nathan Rogers (1909–1969).

Fin dalle origini, lo studio si distinse per un approccio collettivo alla pratica dell’architettura, in cui progettazione, ricerca e confronto facevano parte dello stesso processo di lavoro. Più che attorno alla figura di un singolo architetto, BBPR si costruì quindi come una struttura professionale fondata sul lavoro di gruppo e sulla condivisione delle responsabilità.

Questa identità collettiva divenne parte integrante del metodo dello studio e si rifletteva nei progetti, nelle attività di ricerca e nella partecipazione al dibattito culturale dell’epoca. L’ufficio non era soltanto il luogo in cui venivano sviluppati i progetti, ma uno spazio in cui diverse competenze e posizioni potevano incontrarsi e confrontarsi.

I quattro architetti dello studio BBPR a Milano: Banfi, Belgiojoso, Peressutti e Rogers
Foto: Gian Luigi Banfi, Fondo Julia e Gian Luigi Banfi, Milano. Via Wikipedia.

Dove lavoravano i BBPR a Milano?

Uno dei luoghi più significativi associati ai BBPR sono i Chiostri di San Simpliciano, nel quartiere di Brera.

Nel 1939 BBPR lavorò al restauro dei chiostri. Un’ala del complesso ospitò successivamente lo studio, collocando il luogo di lavoro degli architetti all’interno di uno degli ambienti storici della città.

Una lettera di Ernesto Rogers del febbraio 1948 identifica l’indirizzo dello studio come “Studio architetti BBPR, Milano via dei Chiostri 2”.

Il rapporto tra lo studio e i Chiostri non era quindi soltanto una questione di indirizzo. L’attività professionale si svolgeva all’interno di un contesto storico che faceva già parte del tessuto culturale della città.

Dal 1967, i Chiostri divennero sede della Facoltà Teologica, che ancora oggi occupa anche la parte del complesso precedentemente utilizzata dallo studio BBPR.

Chiostri di San Simpliciano a Milano, sede dello studio BBPR

Come funzionava il lavoro collettivo nello studio?

Lo studio BBPR si fondava sulla progettazione collettiva e sulla condivisione delle responsabilità.

Questo approccio era significativo perché metteva in discussione l’idea dello studio di architettura come spazio centrato esclusivamente sull’autorialità individuale. Il lavoro diventava invece un processo di discussione, verifica e confronto.

Il principio presenta un legame evidente con il modo in cui oggi operano molti studi di architettura e design, dove i progetti dipendono da team con competenze diverse e dove il luogo di lavoro deve sostenere tanto la collaborazione quanto la concentrazione individuale.

Per BBPR, quindi, l’organizzazione del lavoro era strettamente legata all’organizzazione dello spazio.

Perché lo studio BBPR era un laboratorio culturale?

L’importanza dello studio andava oltre i progetti che realizzava.

I suoi membri parteciparono a organizzazioni e istituzioni che contribuirono a definire il dibattito architettonico dell’epoca, tra cui i CIAM, il Movimento di Studi per l’Architettura e la Triennale. Furono inoltre coinvolti nell’insegnamento universitario.

Ernesto Nathan Rogers ebbe un ruolo particolarmente importante nell’editoria architettonica. Diresse Domus nel 1946 e nel 1947 e successivamente Casabella-Continuità dal 1953 al 1965.

Nel 1955 Rogers pubblicò su Casabella il testo “Le preesistenze ambientali e i temi pratici contemporanei”, sviluppando una riflessione sul rapporto tra nuova architettura e ambiente urbano esistente.

Lo studio era quindi collegato a una rete più ampia che comprendeva architettura, design, editoria, formazione e dibattito culturale.

L’ufficio diventava così un luogo in cui attività professionale e produzione intellettuale potevano convivere.

Quale rapporto c’era tra lo studio BBPR e Milano?

Il rapporto tra i BBPR e Milano non si limita alla Torre Velasca. Il gruppo intervenne in diversi edifici della città, confrontandosi con residenze, uffici, spazi espositivi e complessi esistenti. In questo percorso, il tema del lavoro occupa un posto significativo.

La Torre Velasca, progettata tra il 1951 e il 1958 con Antonio Danusso, è il caso più noto. L’edificio combina residenze e uffici e interpreta il rapporto tra architettura contemporanea e tessuto storico milanese.

Ancora più direttamente legato al tema dell’ufficio è l’edificio per gli Uffici Chase Manhattan Bank, realizzato tra il 1958 e il 1969 tra via Hoepli, piazza Meda e via Adalberto Catena, nel quartiere di Brera. La destinazione d’uso era esplicitamente quella di edificio per uffici.

Il progetto nasce dalla ricostruzione di un lotto nel centro di Milano e affronta un problema tipicamente milanese: inserire un nuovo edificio destinato al lavoro in un contesto caratterizzato da edifici storici, preesistenze monumentali e architetture moderne. I BBPR si confrontarono in particolare con l’abside e il tiburio della chiesa di San Fedele e con l’edificio di Figini e Pollini per la casa editrice Hoepli.

Il risultato è un edificio per uffici che non viene trattato come un volume isolato. La struttura, la facciata e la forma dell’edificio sono utilizzate per stabilire un rapporto con la piazza e con gli edifici circostanti. È un esempio concreto di quella attenzione alle “preesistenze ambientali” che caratterizzò il pensiero di Ernesto Rogers e il lavoro dello studio.

Anche l’edificio per abitazioni e uffici Perego, realizzato tra il 1946 e il 1948 in via Borgonuovo 4 e piazza Sant’Erasmo 5-7, mostra come il lavoro dei BBPR comprendesse programmi nei quali la funzione abitativa e quella professionale convivevano nello stesso complesso.

Per UfficiMilano, questi progetti sono interessanti per un motivo preciso: mostrano che l’ufficio, nel lavoro dei BBPR, non può essere separato dal contesto urbano. La qualità dello spazio di lavoro dipende anche dal rapporto con la strada, la piazza, gli edifici vicini e le funzioni che compongono il quartiere.

Uno studio segnato anche dalla storia del Novecento

La storia dei BBPR fu anche profondamente segnata dagli eventi politici e sociali del Novecento.

Dopo l’introduzione delle leggi razziali in Italia, Ernesto Nathan Rogers fu costretto a lasciare il Paese e si trasferì in Svizzera durante la guerra.

Gian Luigi Banfi e Lodovico Barbiano di Belgiojoso parteciparono alla Resistenza e furono deportati. Banfi morì nel campo di concentramento di Gusen nel 1945.

Dopo la guerra, l’acronimo BBPR fu mantenuto, preservando l’identità dello studio nonostante la perdita di uno dei suoi fondatori.

Nel 1946, i membri superstiti progettarono il Monumento ai Caduti nei campi di concentramento nel Cimitero Monumentale di Milano.

La storia dello studio è quindi inseparabile dall’esperienza storica delle persone che lo avevano creato.

Cosa può insegnare oggi lo studio BBPR sul workplace?

L’esperienza dei BBPR offre diversi spunti per leggere il rapporto tra spazio di lavoro e cultura professionale.

Principio BBPRImplicazione per il workplace
Lavoro collegialeGli spazi possono facilitare discussione, verifica e condivisione delle decisioni.
Contaminazione disciplinareIl workplace può favorire l’incontro tra competenze e ambiti professionali differenti.
Relazione con la cittàLa posizione contribuisce all’ecosistema professionale e culturale che circonda il luogo di lavoro.
Cultura come parte del lavoroRicerca, formazione, eventi, pubblicazioni e networking possono diventare parte della vita professionale.

La domanda, quindi, non riguarda soltanto l’aspetto di un ufficio, ma ciò che quello spazio rende possibile una volta occupato.

L’ufficio come infrastruttura culturale della città

Lo studio BBPR offre un modo diverso di interpretare l’ufficio.

Un ufficio può essere un luogo di produzione, ma può anche diventare un punto all’interno di una rete più ampia di persone, istituzioni, idee e relazioni urbane.

Questo è particolarmente rilevante a Milano, dove gli uffici sono inseriti in quartieri con storie architettoniche, reti di trasporto, istituzioni culturali e comunità professionali differenti.

La storia dello studio BBPR mostra come il workplace possa partecipare a questo ecosistema più ampio.

FAQ

Cosa significa BBPR?

BBPR è formato dalle iniziali dei cognomi dei quattro architetti che fondarono lo studio a Milano nel 1932: Gian Luigi Banfi, Lodovico Barbiano di Belgiojoso, Enrico Peressutti ed Ernesto Nathan Rogers.

Dove si trovava lo studio BBPR a Milano?

Lo studio si trovava nei Chiostri di San Simpliciano, a Brera. Una lettera di Ernesto Rogers del 1948 identifica l’indirizzo come via dei Chiostri 2.

Qual è l’edificio BBPR più famoso di Milano?

La Torre Velasca, progettata tra il 1951 e il 1958, è l’edificio più strettamente associato ai BBPR a Milano.

Quali altri progetti dei BBPR si trovano a Milano?

Tra le opere milanesi figurano la Torre Velasca, gli uffici della Chase Manhattan Bank e il restauro del Castello Sforzesco, oltre ad altri interventi.

Perché i BBPR sono importanti nella storia di Milano?

BBPR unì pratica architettonica, ricerca, insegnamento, editoria e dibattito culturale. Il gruppo contribuì inoltre alla riflessione sul rapporto tra architettura contemporanea e tessuto storico esistente di Milano.

Fonti e approfondimenti

Esplora Milano attraverso i suoi luoghi di lavoro

Milano si può leggere anche attraverso i luoghi in cui si è lavorato.

Scopri su UfficiMilano gli edifici, i quartieri e gli spazi per uffici che hanno contribuito a costruire la cultura professionale della città e continuano a trasformare il modo di lavorare.

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